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18/09/2006 21:21
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Ultimo commento:
12/10/2006 12:52


Autore:
Adolfo Di Bella
VITAMINE, QUESTE SCONOSCIUTE: Vitamina A e altri retinoidi.
Cenni sul metabolismo e la fisiologia, le fonti, le azioni terapeutiche di una delle più importanti vitamine.

Il frontale del trattato di Chimica Biologica scritto nel 1938 dall`allora ventiseienne Prof. Luigi Di Bella.
Abbiamo ritenuto opportuno un cenno su uno dei componenti fondamentali del Metodo Di Bella, la Vitamina A. Diciamo cenno, perché una trattazione approfondita, oltre a non essere alla nostra portata ed esulare dalle finalità divulgative di questo sito, occuperebbe letteralmente un`intera libreria. Ci siamo limitati pertanto, con le consulenze del caso, ad assemblare nozioni base tratte da autorevoli testi scientifici, e, in particolare, da importanti contributi in materia dati dal Prof. Luigi Di Bella. Dalla lettura, i pazienti potranno ricavare una maggiore conoscenza su principi attivi che assumono giornalmente (e, con la conoscenza, una maggiore motivazione); quanti intendono affidarsi al MDB, nozioni obiettive e non artefatte; i nostri frequentatori, infine, un utile metro di giudizio per constatare, `de visu`, quanto sia precaria la preparazione di tanti medici che, sull`argomento, dimostrano spesso di essere all`oscuro di acquisizioni scientifiche vecchie di oltre mezzo secolo: con la conseguente e deprecabile incapacità, aggiungiamo, di ottenere risultati che in molti casi sarebbero a portata di mano.


 

* * * *


UN PO` DI STORIA.


Risale a 1500 anni prima di Cristo la prima testimonianza sull`uso terapeutico di vitamina A, contenuta nel Papiro di Eber, che prevedeva il ricorso a fegato di bue per sovvenire a disturbi della visione, lesioni della cornea ed ulcere. Naturalmente si trattava di prescrizioni empiriche, ma non per questo destituite di fondamento, dato l`elitario contenuto di retinoidi nell`organo citato.
L`esistenza di questa classe di sostanze non era stata intuita solo dagli antichi Egizi, ma anche dai Cinesi, che ne curavano i segni carenziali con fegato di animali essiccato e ridotto in polvere.
Che si dovessero attribuire a carenze di sostanze, al tempo non meglio definite, sintomatologie a carico della visione e della cute, fu dimostrato nel 1816 da Megendie, trattando animali da esperimento con diete prive di principi liposolubili, in quanto estratte con etere ed alcool. Ma fu solo nel 1909 che Hopkins e Stepp dimostrarono che alcune sostanze liposolubili erano indispensabili ad una delle fondamentali funzioni vitali: la crescita. Qualche anno più tardi, nel 1913, Davis e Mc Collum, due ricercatori dell`Università del Winsconsin, individuarono un fattore di crescita liposolubile estratto dal burro e dal tuorlo d`uovo, che denominarono vitamina A, rifacendosi al termine `vitamina` coniato nel 1911 da Funk (vitamine = amine necessarie alla vita). T. Osborne individuò la sostanza nell`olio di fegato, e trattando - come già fatto da Megendie - ratti da laboratorio con diete povere di vit. A, constatò che gli animali cessavano di crescere entro due settimane e morivano entro 40 giorni, mentre erano sufficienti 2 cc. di latte per annullare l`anomalia. Contemporaneamente alla depressione della crescita, si verificavano lesioni oculari caratteristiche: la secrezione lacrimale si arrestava, la cornea si disseccava (xeroftalmia) e ulcerava, dando luogo ad infezioni che portavano alla panoftalmite ed alla cecità.
Occorrerà attendere il 1931 per la definizione della struttura chimica da parte dello svizzero Paul Karrer (premio Nobel per la chimica nel 1937) ed il 1946 perché Otto Isler, anch`egli svizzero, ne realizzi la sintesi (seguita da quella di altre vitamine liposolubili, come la Vit. E e la A2).

NATURA CHIMICA.
La vitamina A - C20H28 - è un alcool superiore liposolubile, ed esiste in numerose forme isomere. La più attiva si riscontra più facilmente nei tessuti organici, ed è quella denominata, per la sua struttura, `tutto trans`, rappresentata dall`immagine raffigurata dopo le note.
L`alcool è il retinolo e forma cristalli dal color giallo chiaro che sono solubili nei grassi e nei loro solventi, ma non in acqua.
La vitamina A degrada in misura assai rilevante sotto l`azione dell`ossigeno e della luce. Questa una delle ragioni per cui, nonostante la particolare formulazione ne tuteli integrità e attività, la Soluzione di Retinoidi ideata dal Prof. Luigi Di Bella e assunta quotidianamente da migliaia di persone, è fornita in bottigliette di vetro oscurato, con la prudenziale raccomandazione di conservarla al riparo dalla luce e di chiudere subito il contenitore dopo l`uso.

FONTI NATURALI

E` da tener presente che, mentre la vitamina A si rintraccia esclusivamente negli organismi e nei prodotti animali, i suoi precursori, le `provitamine` (alfa, beta, gamma-carotene, beta-Apo, criptoxantina ecc.), sono presenti nel mondo vegetale e costituiscono parte dei pigmenti di colore giallo ed arancione di molti vegetali. Ne consegue che il fabbisogno giornaliero di A può essere assicurato, direttamente, mediante il consumo di carni o di alimenti di origine animale.
Nel neonato il fabbisogno è assicurato dal colostro e quindi dal latte materno, che denuncia un contenuto medio - variabile in dipendenza del tipo di alimentazione - di mg. 0,28% di vit. A e di 0,005-0,1% di carotene (1).
Sono i carotinoidi che conferiscono color giallino al latte ed al burro; nel latte umano, sono rappresentati dai caroteni e dalla xantofilla.
In natura, la massima concentrazione si trova nel fegato di pesce (fino a 1.000.000 di Unità ogni 100 gr.), di vitello (50.000/500.000 U.I.), nel burro (1.500/6.000), nelle uova (1.000/2.000), nel latte (25/400).


BREVI CENNI SU METABOLISMO E FISIOLOGIA
DELLA VIT. A.

L`importanza essenziale di questa vitamina si può desumere dal fatto che essa è elemento costitutivo della membrana cellulare: senza A avrebbe luogo fatalmente una alterazione della stessa membrana e, quindi, della cellula.
La vit. A interviene in diversi, numerosi e complessi processi metabolici, secondo meccanismi d`azione un tempo solo ipotizzati, oggi sempre più esaurientemente decifrati.
A livello intestinale essa è assorbita coniugata chimicamente con sostanze che la rendono più stabile, come l`acido palmitico, oppure sotto forma di carotenoidi. Il suo assorbimento è facilitato da lipidi alimentari ed acidi biliari. Attraverso le vie linfatiche, i suoi esteri si concentrano prevalentemente nel fegato, che ne contiene fino al 90%: da qui viene mobilizzata per il fabbisogno ed eliminata tramite gli acidi biliari con le feci; non invece per via renale, a meno che non si sia in presenza di ittero, di alterazioni renali, di polmonite lobare ecc.
Mentre gli animali non sono in grado di sintetizzare provitamine o vit. A, per cui debbono attingere per i loro fabbisogni al regno vegetale, direttamente (erbivori) o indirettamente (carnivori ed onnivori), nell`uomo il fegato trasforma le provitamine in vit. A, accumulandole entrambe nel suo parenchima.
Di particolare importanza la duplicazione del Betacarotene in Axeroftolo, sotto l`azione di enzimi: una molecola del primo (C40H56) dà luogo a due di A (C40H56 = 2 C20H28) (2).
In ragione di queste e numerose altre funzioni svolte, il fegato fu definito dal Prof. Di Bella, nelle pagine dell`opera richiamata nella nota sub 1), "l`organo regolatore della vit. A nell`organismo", con l`ulteriore avvertenza che `quest`attitudine del fegato diminuisce nelle alterazioni epatiche`.
Illuminante, a questo proposito, la più estesa spiegazione da lui offerta su questo specifico tema, in occasione della conferenza tenuta a Fanano il 18 e 19 ottobre 1997 (testo: copyright Fam. Di Bella):
"Il fatto che i carotenoidi somministrati nel Metodo che propongo per il cancro a volte non abbiano utilità, dipende in gran parte dalle condizioni del fegato. C`è da ricordare che, nelle neoplasie, abbiamo il compito di curare una crescita abnorme con alcuni mezzi che possono agire nell`organismo solo avvalendosi di una funzionalità normale dei nostri organi. Si tratta di sostanze che di per sé non sono in grado di esercitare effetti sulla crescita cellulare, ma che possono farlo se acquistano caratteristiche diverse diventando sostanze nuove; ciò si rende possibile soltanto attraverso l`utilizzo dell`organo che le trasforma, mettendole nelle condizioni per potere agire. I carotenoidi rientrano in questo gruppo" (quanto sopra consente di ben comprendere perchè molti medici, tanto impreparati quanto spocchiosi, incapaci di delimitare un fegato con la palpazione, di appurare da altri indizi il grado di funzionalità epatica, e, se del caso, di adottare rimedi utili a ripristinarne l`efficienza, non riescano a sfruttare che parzialmente le potenzialità del Mdb).

Queste alterazioni, che portano ad un alterato assorbimento e metabolismo della A e dei retinoidi, derivano da cause diverse: tra le più ricorrenti possono annoverarsi, abitudini alimentari errate (ricorso continuativo e smodato a salumi, grassi cotti, dolciumi, fritti, spezie ecc.), etilismo, uso di contraccettivi orali, pregresse epatiti.
Complessi proteici, ai quali si associano una frazione prealbuminica e la Tiroxina, veicolano la vitamina A attraverso il sangue. Molto importante, e solitamente trascurato, sia sotto il profilo biologico che terapeutico, è l`antagonismo tra carotinoidi e la tiroxina, oggetto di ricerche originali del Prof. Di Bella, alle quali accenniamo nella nota (3
).
Queste sostanze risultano indispensabili per il trasporto e la diffusione fino ad organuli cellulari come i Mitocondri o il nucleo cellulare. Ne consegue che l`utilizzo ed il trasporto della vit. A presuppone l`equilibrio sieroproteico, tiroideo ed ipofisario.

STATI CARENZIALI
.

I - Crescita.
Abbiamo già accennato alle gravi conseguenze sulla crescita, che hanno luogo ovviamente non solo su animali da laboratorio, ma anche sull`uomo.

II - Visione.
Un`altra serie di noti sintomi carenziali riguarda il processo visivo.
Il primo di questi è la emeralopia, detta anche cecità crepuscolare. La patogenesi di questo disturbo è stata chiarita in seguito agli studi sui processi fotochimici cui va incontro la porpora visiva durante la visione. Il derivato aldeidico della vit. A, il retinale, è elemento costitutivo essenziale del pigmento dei bastoncelli della retina, più propriamente del gruppo prostetico della rodopsina o porpora visiva. La vitamina forma, insieme all`opsina (una proteina) il pigmento nel quale alberga, in assenza di luce, nella forma isomerica di 11-cis-retinale, che il sopravvenire della luce trasforma in 11-trans-retinale. Somministrando cospicue quantità di A o di provitamine il disturbo scompare in brevissimo tempo.
Se la carenza persiste e si fa particolarmente acuta, si verificano alterazioni gravi dell`epitelio della cornea, con conseguente sua opacizzazione: tale fenomeno, che prende il nome di xeroftalmia (termine derivato da quello di axeroftolo) può arrivare anche a vere e proprie ulcerazioni (cheratomalacia).

III - Cute.
Lo stato carenziale provoca lesioni che si manifestano principalmente sotto forma di papule formate da cellule cheratinizzate. Nella ipovitaminosi A cronica la cute diventa secca, ruvida, ineguale (xerosi); in corrispondenza dei follicoli pilo-sebacei appaiono eruzioni papulose cheratinizzate ("pelle di rospo"). Questa xerosi è un sintomo più precoce della xeroftalmia ed è molto più sensibile all`azione della vit. A. (4). La compromissione coinvolge anche epiteli mucosi, dando luogo a stati infiammatori dell`apparato digerente, respiratorio, urinario e genitale, ai quali consegue necessariamente una maggiore vulnerabilità da parte di agenti patogeni batterici, virali e neoplastici (5).
Un gruppo di consultazione del W.H.O. si occupa dello studio degli stati carenziali di A nei paesi poveri, ed ha in proposito osservato "...ipercheratosi follicolare, infezioni cutanee, eczemi, bronchiti, cistopieliti ecc. Nelle zone di grave carenza sono frequenti le malformazioni fetali, le manifestazioni degenerative, infiammatorie dell`apparato genitale e della secrezione mammaria. Si osservano anche gli effetti teratogeni, aborti spontanei......" (6).
Le interazioni di tali squilibri non possono essere elencate con superficiale schematismo, richiedendo conoscenze vaste ed una formazione di livello superiore. Anche per rappresentare quanto sia complesso e sotterraneo il processo induttivo-deduttivo della scienza medica, citiamo quanto riferito dal Prof. Di Bella nel corso della conferenza di Fanano dell`ottobre 1997 prima richiamata. Riferendosi alla proprietà della vit. A, nel paziente tentativo di risvegliare l`interesse allo studio ed all`approfondimento nei numerosi medici intervenuti, riferì di un caso paradigmatico occorsogli nell`immediato dopoguerra:
"..Venne alla mia osservazione con una febbre continua che non si riusciva a dominare. Allora gli antibiotici non erano ancora in uso, si conoscevano solamente i sulfamidici, ma nessun sulfamidico fu in grado di fargli calare la febbre. Mi colpì il fatto che avesse una pelle eccezionalmente secca, addirittura arida; la sera non usciva di casa perché non riusciva nemmeno a vedere un`automobile a breve distanza. La pelle secca e l`emeralopia rappresentavano certo indizi sufficienti per pensare ad una carenza di vitamina A. La somministrai e i risultati confermarono il sospetto. Si deve però ricordare che la vitamina A, prima di poter esplicare appieno i suoi effetti, impiega del tempo e, anche in quel caso, passò qualche mese prima di giungere a una completa risoluzione dei sintomi".

In diverse occasioni successive (tra le quali alcune conferenze organizzate a Modena dall`Aian Modena) lo scienziato si diffuse sulle cause dirette di tali fenomeni. Per la chiarezza espositiva e divulgativa con la quale sono ripresi questi concetti, citiamo il seguente passo:
"Regolando lo spessore della cute, il trofismo, l`evaporazione, la vit. A regola alcuni dei meccanismi di controllo della temperatura corporea. La sua carenza, determinando ispessimento e secchezza, diminuisce la conduzione di calore e la sua sottrazione mediante evaporazione, trasformando la pelle in isolante termico. Un ammalato di tumore, sottoposto a trattamenti convenzionali, che provocano carenza di vit. A, può avere per questi meccanismi un aumento della temperatura corporea, che è ipertermia, non febbre, dato che quest`ultima è una situazione di aumento della temperatura in presenza di meccanismi di termoregolazione integri. Nell`ipertermia i meccanismi di regolazione sono alterati in mancanza di termolisi e di dispersione termica"(7).

IV - Sistema nervoso.
Come si legge nel trattato di Chimica Biologica del Prof. Di Bella, la carenza di vitamina A coinvolge anche il sistema nervoso. In particolare, si è riscontrato come, in animali appartenenti a diverse specie, essa porti a "..fenomeni di incoordinazione che cessano con la somministrazione di burro. Andatura barcollante, spasmi muscolari, incoordinazione di movimenti associati aventi per substrato anatomo-patologico alterazioni dei tronchi nervosi dei talami ottici, di alcuni fasci del midollo spinale..".
A tale osservazione segue un accenno al possibile impiego della vit. A nella terapia della sclerosi multipla o a placche: l`indicazione merita riflessione, ancor di più se si considera che il testo citato risale al 1938.

V - Sistema scheletrico.
Anche il sistema scheletrico risente dello stato distrofico-degenerativo. In casi gravi si verificano malformazioni scheletriche, dipendenti da alterata attività degli osteoclasti che controllano il metabolismo del calcio.
 

VI - Processi infettivi.
La carenza di A si manifesta anche in una maggior vulnerabilità da parte di virus e batteri. L`intero sistema immunitario ne risente in seguito a complessi meccanismi, tra i quali la sintesi di immunoglobuline e depressione leuco-eritro-piastrinopoietica del midollo osseo.

FABBISOGNO GIORNALIERO E DOSI FARMACOLOGICHE.

L`argomento è estremamente complesso, oggetto frequente di interessati equivoci, e di affannate raccomandazioni al pubblico: frutto di mediocre conoscenza o coscienza.
Considerata l`impossibilità di ricomprendere l`inesauribile gamma di situazioni diverse connesse ad età, sesso, alimentazione, fattori ambientali domestici e professionali, attività fisica, squilibri personali più o meno latenti ecc., possiamo solo fare alcuni accenni, affidandoci a fonti fuori da ogni discussione.
Il fabbisogno giornaliero, cioè il quantitativo necessario a che non si manifestino sintomi carenziali, ha valore meramente indicativo e teorico, alla luce di quanto osservato sopra e nel tempo è stato cifrato in valori crescenti. In condizioni soggettive ottimali si può accettare una stima minima di 5.000 U.I. (Unità Internazionali) giornaliere per gli adulti e di 2.000-4.500 per i bambini, da uno a dodici anni, o, seguendo un diverso parametro oggi sempre più usato, di RE (Retinolo equivalenti) relativi (8).
A suffragio della modifica di certi parametri fissi, ormai privi di senso, già nel testo del Prof. John Marks (cfr. nota n. 8) si dedica un intero capitolo alle "perdite vitaminiche nella conservazione e preparazione degli alimenti". Per quanto attiene alla presente trattazione:

"
La sensibilità della vitamina A all`ossigeno ed alla luce fa supporre che la maggior parte di quella contenuta negli alimenti vada distrutta durante la conservazione e la preparazione".

E poco oltre:

"In conseguenza dei cambiamenti nel modo di alimentarsi, il contenuto vitaminico dei cibi, al momento del consumo, è molto più basso di quando si consumavano solo cibi freschi. Si valuta oggi che le perdite vitaminiche durante le manipolazioni degli alimenti siano tali da rendere insufficiente l`introduzione dietetica e mettere così in pericolo la salute della popolazione".

Se un tempo larghi strati di popolazione vivevano in perenne stato di avitaminosi a causa della povertà diffusa, oggi la scomparsa dell`indigenza alimentare nei paesi più progrediti risulta vanificata in misura non trascurabile, sotto il profilo carenziale, da stili ed abitudini di vita squisitamente irrazionali. Infatti sono subentrate nuove cause o concause negative, quali la concentrazione della popolazione nelle aree urbane, costumi di vita che privilegiano pasti affrettati e squilibrati sotto l`aspetto dietetico, dissennate diete prescritte da incompetenti, il declino di una sana vita domestica e una conseguenziale catena di fattori pregiudizievoli: tali l`inquinamento atmosferico, l`inquinamento idrico e marino, `l`elettrosmog`, la sottoposizione a spasmodiche finalità di lucro dell`agricoltura e dell`allevamento di bovini da carne ecc. Questi incisivi fattori sono inoltre accompagnati da mode prescrittive potenzialmente pericolose, come l`uso indiscriminato di ormoni, contraccettivi o volti a sopperire ai disturbi della menopausa, il ricorso disinvolto ad antibiotici e cortisonici, la frequenza di esami radiografici spesso inutili e sicuramente non privi di controindicazioni. Un panorama non certo positivo, che sembra fotografare un`umanità schiava di sé stessa ed irreggimentata, incapace di comprendere che certi falsi miti di vita facile e smaltata minano dalle fondamenta e pongono in discussione la sua stessa sopravvivenza.
Quanto osservato non vuole ovviamente essere un peana al maniacale (e pericoloso) "fai da te" nel difficile dosaggio delle vitamine, ma, semplicemente, un tentativo di spiegare le maggiori esigenze di integrazione vitaminica del tempo odierno.
Se ormai i più quotati testi di vitaminologia riportano dosaggi rilevanti in presenza di alcune patologie (50.000 U.I. per un mese nella emeralopia; 150.000 nella xeroftalmia per due mesi; 150.000 nell`acne per 2 m.; 150-200.000 nella psoriasi e nella malattia di Darier; 200.000 nella cheratomalacìa ecc.), è dimostrato che l`assunzione giornaliera di 40-50.000 U.I. al giorno è perfettamente tollerata senza alcun danno. E` in ogni caso noto da oltre un cinquantennio che eventuali sovradosaggi non portano a conseguenze irreversibili, ripristinandosi i necessari equilibri una volta cessata la sovra-assunzione.


 

AZIONI TERAPEUTICHE

Risultano ormai chiare da quanto finora detto.
=- E` di comune accezione il fatto che l`integrità delle membrane cellulari sia assicurata dalla vit. A sotto il profilo funzionale e morfologico. Allo stesso modo la sua azione diretta alla protezione dell`epitelio in tutto l`organismo.
=- Per quanto riguarda la visione rimandiamo a quanto sopra.
=- La vit. A gioca inoltre un ruolo importante nel metabolismo idrico, nonché nella mobilizzazione del ferro e nell`escrezione del calcio (9).
=- Ci sembra anche assai utile citare gli effetti veramente eclatanti della vit. A nei casi, purtroppo frequenti, di ustioni. Senza entrare nel tema di lesioni particolarmente estese e gravi, che richiedono un ricorso a strutture ospedaliere (che, comunque, non ci risulta tengano ancora in adeguata considerazione l`apporto della A), questa vitamina risulta preziosa negli incidenti domestici di contenuta entità. Il ricorso a preparati oleosi è noto e praticato, ma risulterebbe enormemente potenziato dall`uso diretto di A.
Benefici altrettanto sensibili si notano anche sulle piaghe da decubito, magari in unione a misure comunemente usate, ed alla vit. E: suggerimento più volte dato dal Prof. Di Bella, con l`avvertenza di non esagerare in frequenza e quantità, pena effetti contrari. Analogamente, è di facile applicazione, ed altrettanto facile constatazione, il beneficio in caso di arrossamenti e leggere ustioni da sovraesposizione `balneare` ai raggi del sole. E` sufficiente aggiungere e mescolare un poco di A ad una buona crema base (anche una idratante di decente qualità può bastare) e cospargerne la pelle per constatare, oltre ad un rapido sollievo, la scomparsa dei fastidiosi sintomi e degli eritemi nel giro di poche ore. E, sempre per alleggerire il tema che stiamo trattando, è bene sapere come si possa ricorrere ad analoga misura per disporre di una crema insuperabile (ed economica) per ottenere una pelle elastica e combattere efficacemente gli antipaticissimi segni dell`età. Questi preparati sono stati consigliati ad un farmacista amico dall`ideatore del MDB e da quasi trent`anni sono usati con soddisfazione da tante persone: creme a base di vit. A, E, F ed altre sostanze hanno un`efficacia che fa impallidire i più costosi ed azzimati prodotti similari, contenendo non vaghe tracce, ma cospicui quantitativi di principi vitaminici scelti in base a criteri rigorosamente scientifici. Anche in questo campo, per così dire `mondano`, c`è stato un plagio delle idee dello scienziato.
=- Ma una delle funzioni tanto più provate quanto meno tenute in considerazione è quella di insostituibile coadiuvante nelle sindromi infettive. Citiamo un passo del trattato di Chimica Biologica del Prof. Di Bella:

"La vit. A esplica anche un`azione importante contro le infezioni. Nei processi infettivi localizzati (otiti, eczemi, intetrigini, foruncolosi, tragitti fistolosi ecc) e nei processi infettivi generali (febbre puerperale, polmonite, malattie infettive in genere) la vitamina A sembra favorire in misura più o meno notevole il processo di guarigione, per cui ha ricevuto anche il nome di vitamina antinfettiva".

Oggi tale attitudine di vitale importanza sembra relegata nel dimenticatoio. Crediamo non sia insinuazione, ma constatazione, l`attribuire tale omissione all`opinabile cultura medica prevalente (evidentemente è stata ...dimenticata la definizione di vitamina antinfettiva) e ad interessi commerciali facilmente intuibili.
E` facile constatarne i benefici nel corso di malattie da raffreddamento (influenze stagionali, raffreddori, bronchiti ecc.), per le quali il Prof. Di Bella era solito consigliare - insieme ad altre misure - vit. A e C. Una conferma sistematica proviene dalle tante persone che assumono soluzione di retinoidi, a scopo terapeutico o preventivo, e che possono testimoniare della molto minor frequenza, quando non della totale scomparsa, di tali affezioni ricorrenti.

Naturalmente l`impiego fondamentale e vitale della vitamina della quale ci siamo occupati è quello antitumorale. In tal caso occorre parlare non solo della vit. A, ma anche dell`acido retinoico, del betacarotene e della vitamina E: cioè della Soluzione di retinoidi del Mdb.



ACIDO RETINOICO.

L`acido retinoico è un derivato della vitamina A, dalla quale si differenzia in quanto il gruppo carbossilico COOH viene a sostituirsi al gruppo alcolico OH di questa.
Esistono diverse forme di acido retinoico. Quella adottata nella Soluzione di Retinoidi, perché di gran lunga più attiva, è l`acido tutto-trans-retinoico.
La letteratura sull`impiego dell`ac. Ret. è tanto numerosa e tanto remota, da esigere una lunga e specifica disamina. Possiamo quindi farne soltanto alcuni cenni esemplificativi, schematizzando i campi di impiego esplorati.
Ci siamo attenuti, per estrarre i concetti fondamentali, alla nota 6), oltre ad attingere all`amplissima e circostanziata trattazione, completa di numerose citazioni bibliografiche, sul gemello sito ufficiale di matrice medico-scientifica
www.metododibella.org (http://www.metododibella.org/upload/pdf/2006928102654.pdf).

La sostanza trova impiego sia nella prevenzione che nella terapia di tumori solidi e forme leucemiche. Queste, in estrema sintesi, le sue azioni:

= Induce remissione nella leucemia acuta promielocitica (Avvisati and Tallman 2003;
Pitha-Rowe, Petty et al. 2003; Sanz, Martin et al. 2003; Tallman 2004).
= Inibisce l`angiogenesi tumorale (Oikawa, Hirotani et al. 1989; Majewski, Szmurlo et al.
1994; Pal, Iruela-Arispe et al. 2000; Adachi, Itoh et al. 2001; Igarashi, Abe et al. 2001;
Kini, Peterson et al. 2001).
= Induce trascrizione p21WAF1 ed attivazione di caspasi-1 (Arany, Ember et al. 2003;
Arany, Whitehead et al. 2003).
= Sinergizza l`effetto di Bcl-2, sia sull`arresto della crescita, che sull`espressione del gene
p21 (Chou, Chen et al. 2000).
= Induce l`arresto del ciclo cellulare in G0/G1 (Wu, Chen et al. 2001).
= Causa nelle cellule neoplastiche cambiamenti morfologici e biochimici come il
restringimento della membrana, la condensazione della cromatina e la rottura del DNA,
caratteristiche tipiche delle cellule in corso di apoptosi (Lee, Han et al. 2000).
= Diminuisce il potenziale di proliferazione neoplastica e ha un ruolo importante nella
differenziazione, apoptosi e adesione cellulare (Voigt, Hartmann et al. 2000; Baroni,
Paoletti et al. 2003).
= Rende particolarmente sensibili a chemioterapici le cellule neoplastiche (Carystinos,
Alaoui-Jamali et al. 2001).
= Induce differenziazione nelle cellule neoplastiche (Kim, Kim et al. 2000; Antony, Freysz
et al. 2001).


BETACAROTENE
Il Betacarotene, come già visto, è come la duplicazione dell`Axeroftolo: è composto infatti da 40 atomi di carbonio e 56 di idrogeno (l`axeroftolo, ricordiamo, da rispettivamente 20 e 28). La sua molecola è apolare ed appartiene di diritto ai cosiddetti `acidi grassi`, cioè a quelle strutture che concorrono a formare la membrana cellulare. Essa può considerarsi come il transito obbligato per il quale deve passare tutto ciò che entra nella cellula o ne esce dalla cellula per consentire la vita cellulare.
I carotenoidi possono esercitare il loro effetto anti-tumorale senza essere convertiti nei loro metaboliti, il retinolo o l`acido retinoico (Onogi, Okuno et al. 1998; Bertram and Vine 2005). Quindi il simultaneo trattamento con betacarotene e retinoidi può portare ad una più efficace azione antitumorale.


SOLUZIONE DI RETINOIDI

Ne abbiamo già fatto cenno in nostra discussione dello scorso anno (`Particolarità sul Metodo Di Bella` - I , 19/08/2005; vai sub Tutte le discussioni).
La soluzione è composta per il 99,7% da vit. E, che stabilizza e preserva le proprietà farmacologiche e terapeutiche dei retinoidi (0,05% di Axeroftolo, 0,05% di Acido all-trans-retinoico, 0,2% di Betacarotene).
La vitamina E (alfa-tocoferolo) non è certo impiegata casualmente o solo come supporto nella soluzione: infatti essa ha provate capacità antiossidanti, proteggendo così le cellule ed i tessuti da radicali liberi.
Inoltre studi in vivo indicano che ha un effetto di soppressione della crescita
tumorale (Prasad review). La somministrazione di alfa-tocoferolo riduce marcatamente la crescita di cellule tumorali, come ad esempio:

= cellule di carcinoma del seno (Malafa and Neitzel 2000)
= cellule di carcinoma del colon (Prasad, Kumar et al. 2003)
= cellule di melanoma (Malafa, Fokum et al. 2002)
= cellule di neuroblastoma (Prasad, Kumar et al. 2003)
= cellule di linfoma (Sarna, Kumar et al. 2000)

Abbiamo più volte insistito sulla necessità categorica, per ottenere risultati, che la soluzione ricomprenda esclusivamente principi attivi di assoluta purezza e che la preparazione segua precise modalità, a suo tempo ideate e fissate dal Prof. Luigi Di Bella.
Grandi sono le difficoltà connesse, a cominciare dalle procedure per mescolare le quattro sostanze a determinate temperature, all`uso di opportuni solventi che dovranno quindi essere eliminati, alle precauzioni per evitare l`esposizione alla luce e l`ossidazione, alle temperature cui sottoporre il composto ecc. Indispensabile disporre di ampi locali e di idonee attrezzature. Le analisi consuete non sono in grado di attestare l`attività della soluzione, ma soltanto il rispetto dei dosaggi, allo stesso modo di alcune osservazioni empiriche preliminari, quali la limpidezza del composto.

In sintesi il razionale del MDB relativamente ai retinoidi e alle loro indicazioni nelle patologie neoplastiche poggiano su questi dati acquisiti e consolidati:

1) Attività antiossidante, citostatica e di prevenzione dello sviluppo tumorale.
2) Inibizione della mutagenesi.
3) Attività antiproliferativa, pro-differenziante e pro-apoptotica sulle cellule tumorali.
4) Inibizione dell`angiogenesi in tessuti tumorali.
5) Azione antimetastatica, attraverso l`azione sull`adesività intercellulare e l`inibizione del passaggio delle cellule attraverso le barriere naturali di contenimento dell`invasività metastatica.
6) Incremento del trofismo cellulare, particolarmente esaltato a livello degli epiteli, dell`immunità naturale e della risposta delle cellule Natural Killer.



 

NOTE

(1) Tale prevalenza della A rispetto alle provitamine (anche se il carotene può essere presente in percentuale maggiore di quella prima indicata) non sembra casuale. Nel 2004, tra l`ingente messe di lavori e scritti che sono in corso di archiviazione e di tutela editoriale, abbiamo trovato un trattato scritto dal Prof. Luigi Di Bella nel 1938 (`Chimica Biologica`, Parma, 1938 - Copyright Fam. Di Bella) e ricavato dal corso di lezioni da lui tenuto nell`anno accademico 1937/38 all`Università di Parma. A pag. 268 lo scienziato, allora ventiseienne, avanzava la più probabile spiegazione del fenomeno: `La forte quantità di vitamina A in relazione a quella dei carotinoidi è dovuta probabilmente al fatto che il neonato non è ancora in grado di trasformare le provitamine in vit. A, o forse ancora al fatto che il neonato ha necessità specifica di carotinoidi". Quindi il neonato ha bisogno di un latte materno ricco della vitamina (il colostro ne è ancora più ricco), non essendo in grado di ricavarla dai carotinoidi; ma questa temporanea incapacità appare non casuale, ed anzi provvidenziale, in quanto il neonato ha bisogno specifico anche di carotinoidi e, se fosse attivo il meccanismo della loro trasformazione in vit. A, ne rimarrebbe privo.

(2) Luigi Di Bella: "Trasformazione del carotene in vitamina A e azione del carotene e della vitamina A sulla glicemia nei vari animali"; Arch. Sc. Biologiche, Vol. XXIX, num. 5-6, ottobre 1943, Bologna, L. Cappelli Ed.

(3) Già nel suo `Chimica Biologica`, il Prof. Di Bella scriveva (pagg. 260): "Questo antagonismo si manifesta in diversi ambiti: I- sulla crescita. I carotinoidi favoriscono la crescita, la tiroxina l`inibisce. La somministrazione contemporanea di Carotene e tiroxina porta ad una neutralizzazione delle due azioni antagoniste. II- sulla reazione Carotene - Vitamina A. La tiroxina determina questa reazione, che non si avvera più in sua mancanza. Il latte di capra normale contiene vit. A e non caroteni; dopo tiroidectomia contiene invece caroteni ma non vit. A. III- Tutti i sintomi da somministrazione eccessiva di tiroxina vengono guariti dai caroteni, e viceversa, tutti i sintomi d`ipervitaminosi A vengono guariti dalla tiroxina. Da questa osservazione è derivata la terapia di somministrazione di caroteni nel Morbo di Basedow". Segue una dettagliata spiegazione dei fattori che incidono su questo antagonismo, che omettiamo stante la natura meramente divulgativa di questa trattazione. Approfondimenti dell`argomento portarono ad alcuni lavori successivi, tra i quali: L. Di Bella, "Intercorrelazioni fra caroteni e tiroide nella crescita dei ratti", Arch. Scienze Biol., vol. XXVI, n. 5, ottobre 1940, Bologna, Ed. L. Cappelli.
A giudicare dai micidiali protocolli oggi correnti per le disfunzioni (vere o presunte) della tiroide, sembra che l`aggiornamento di chi li applica sia fermo ad una settantina d`anni fa.

(4) Luigi Di Bella, `Chimica Biologica`, op. cit., pagg. 259-261.


(5) Indipendentemente da questa causa specifica, uno stato infiammatorio, specie a carico delle mucose gastriche ed intestinali, è causa predisponente per l`insorgenza di fenomeni neoplastici. Di qui, tra l`altro, il consiglio sempre dato dallo scienziato di un`alimentazione ordinata e morigerata e la sua contrarietà nei confronti di soluzioni chirurgiche tanto effimere quanto predisponenti nei confronti di ulteriori diffusioni neoplastiche.


(6) Giuseppe Di Bella: "Melatonina e Vitamine E, D, C, Retinoidi nella prevenzione dei tumori". Supplemento monografico del "Bullettino delle Scienze Mediche", Bologna, Baiesi Edizioni; pag. 4.

(7) Giuseppe Di Bella, op. cit., pag. 3.

(8) John Marks, "The vitamins in health and desease", J & A Churchill Ltd, London. L`opera, nella versione italiana, e col titolo `Le vitamine nella fisiologia e nella patologia` è stata pubblicata e diffusa dalla Roche.

(9) Alberto Fidanza: `Le Vitamine`, Editrice I.T.L., Palestrina.


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5 commenti postati | Ultimo commento:
12/10/2006 12:52
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Commenti

Salve,
Leggo il vostro forum da un po` di tempo. Faccio i complimenti a questa auto-organizzazione che ha permesso la condivisione di un sapere non banale. Quello che conforta, in un campo importante come questo, è vedere che a personali incapacità organizzate in autorità istituzionali si riesca a contrapporre una personale competenza che diventa possibilità di condivisione e di cura.

Quanto allo specifico articolo, sarebbe interessante poter disporre di un libro di chimica biologica scritto da menti non cristallizzate nell`ortodossia del sentito dire scientifico, dove alla sperimentazione e alla riflessione, tanto teorica quanto clinica, si sostituisce il principio d`autorità aristotelico di stampo medievale.

Nell`attesa, vivamente interessato all`argomento e per niente spaventato dallo studio, sarebbe bello se poteste indicare un testo, per niente divulgativo di tale materia, che avrebbe senso studiare, tanto per saperne qualcosa in più della vulgata che i medici ci offrono con disattenta loquela.

Con ammirazione

ip

*   *   *   *

                                       Gentile amico,
Nei molti - forse troppi - programmi di lavoro, è ricompresa la riedizione "storica" del testo di Chimica Biologica del Prof. Di Bella. Forse la realizzazione della cosa non è lontana: in tal caso riserveremo qualche copia omaggio a lei ed ai frequentatori più assidui.
Passando all`immediato presente, riteniamo peraltro che non sia facile trovare un testo di analoga chiarezza e, soprattutto, con tanti rinvii continui alla Fisiologia ed alla Clinica Fisiologica.
Occorrerebbe trovare un`analoga opera scritta da un fisiologo con formazione clinico-scientifica..... figura oggi "estinta".
Riteniamo più opportuno rivolgersi ai testi di `Vitaminologia` indicati nelle note a margine della discussione, e poi, magari, approfondire.
Possiamo solo prendere l`impegno di informarci presso amici con specifica competenza in materia, così da poterla opportunamente consigliare.
La ringraziamo per i suoi apprezzamenti ed incoraggiamenti.
                                      Cordialmente
                                          A.D.B.

postato da: ip - () in data: 12/10/2006 12:52

La discussione sulla vitamina A è veramente splendida, forse la più bella di quelle che ho letto finora. Emerge anche il genio profetico del grande professor Di Bella e la distanza enorme tra una mente simile e i buffoni che si esibiscono in televisione o che sparano fesserie sui loro siti.
Si capisce anche che in medicina tutto è collegato e che tutto si spiega vicendevolmente, sempre che si abbia la mente adatta e una vita di studio e di ricerca alle spalle.
Voglio essere positiva e allora eviterò di scrivere dei magoni che vengono sapendo che viviamo tra branchi di somari e di farabutti. Ma tanta verità non potrà tardare a venire fuori.
Ci aspettiamo un seguito a questa prima puntata.
Con tanta stima e riconoscenza

Alida

                                    *    *    *    *

Grazie per le sue parole. Tra non molto speriamo di riuscire a dare un seguito alla discussione.
Un caro saluto

                                             A.D.B.

postato da: alida m. - Roma (Roma) in data: 25/09/2006 18:25

Questa pubblicazione chiarisce soprattutto una cosa: che il Professore studiava le vitamine già dal lontano 1938.

Quest`anno, c`è stato chi se ne è uscito con la scoperta della fenretinide, dichiarando che lo studio è durato 20 anni, e ora, annunciando percentuali di guarigioni inesistenti, chiede attraverso l`AIRC anche i lasciti testamentari a favore della SUA ricerca. Non ci credete? E` tutto scritto nero su bianco su un articolo apparso sul periodico "Oggi", con il seguente titolo "Il cancro si vince anche facendo testamento" e ancora "Doni una speranza, senza pagare le tasse".

Vi invito a leggerlo per riparlarne.

Saluti da Laura

postato da: laura - () in data: 20/09/2006 11:26

Un lavoro veramente efficace ed interessante. Il ruolo delle vitamine  sembra, paradossalmente, quasi scontato tanto che ne sentiamo parlare fin da bambini. Però sempre in chiave semplicistica e generica, a tal punto che in fondo non si riesce a comprenderne ed apprezzare la vera portata.

Forse anche per l`ignoranza dei diffusori che ne hanno sempre parlato, anche se bene, ma non da "addetti ai lavori" bensì come per un passa parola generazionale di cui neppure loro in chiave critica sanno fornire adeguati supporti scientifici. E` così e così sia. In fondo che le vitamine fanno bene lo sapevano anche i nostri avi.

Questi scritti non fanno altro che bene; innanzitutto consolidano (per il pubblico) piacevolmente la preparazione e le qualità di scienziato del Prof. Successivamente vengono spiegate con dovizia le innumerevoli qualità delle vitamine e non solo nella lotta contro i tumori. Dietro questi veri studi non stanno sponsorizzazioni o convinzioni suscitate magari dagli informatori scientifici negli ambulatori, ma l`intelligenza, l`onestà intellettuale e le doti innate della ricerca nell`uomo. Ed è anche questo che infonde estrema fiducia nel seguire in pratica gli insegnamentidel prof. Di Bella.

Quindi, far conoscere con un linguaggio semplice ed incisivo gli studi del prof. è opera veramente meritoria che fa capire ancora più profondamente la figura dello scienziato ed anche la ratio della terapia.

Il che non è poco per chi, purtroppo, deve scegliere tra una terapia elaborata attraverso studi rigorosi e altre terapie vendute dalle case farmaceutche attraverso il veicolo dell`oncologo di turno che poco sa delle stesse terapie che vende.

O meglio quando vede gli esiti, quasi sempre infausti,se ne rende benissimo conto.

Buon lavoro.

Saluti.

Fabrizio

 

postato da: fabrizio - Livorno (Livorno) in data: 20/09/2006 00:05

Grazie Adolfo, per questi scritti estremamente interessanti e utili!

State facendo un lavoro preziosissimo!

Pierluigi

postato da: pierluigi - () in data: 19/09/2006 16:44





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